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Viviamo circondati da batteri, è questa l’amara verità con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno. E la cosa più inquietante è che a essere più sporchi sono proprio i luoghi e gli oggetti con cui veniamo a contatto nel nostro quotidiano. Ma niente psicosi, il nostro sistema immunitario ha bisogno di essere un po’ punzecchiato per essere reattivo. Tuttavia, è bene tenere presente alcune accortezze per evitare di restare contagiati da malattie spiacevoli come lo Streptococco.


Quali sono allora i luoghi pubblici più a rischio? Recenti studi hanno dimostrato che gli ambienti più critici sono l’ascensore, il supermercato, il ristorante, la palestra, il bancone del bar e le fontanelle pubbliche; tutti affollati e frequentati da persone diverse ogni giorno. Premesso che un po’ più di buon senso e di senso civico non guasterebbe, la realtà è tutto l’opposto, visto che più della metà delle persone mente quando dice di essersi lavata le mani. Eppure è proprio questa la prassi migliore per combattere germi e batteri.


È stata inoltre stilata una classifica degli oggetti più sporchi e, ahimè, sono onnipresenti nella nostra vita. L’amaro primato primato va ai soldi, continuamente maneggiati e a quanto pare con più residui fecali di un wc, che si posiziona ‘soltanto’ al quinto posto. Seguono gli interruttori della luce, la tastiera del pc e il cellulare, mentre in sesta posizione troviamo il carrello della spesa. Dopodiché la maggior parte dei batteri prolifera proprio in casa nostra: sul telecomando, che spesso tocchiamo con le mani sporche di cibo, nella vasca da bagno, nel lavandino di cucina e infine sulla spugna per i piatti, vero crogiuolo di sporcizia. Paradossale, considerando che la usiamo per pulire!


Insomma, è una lotta impari, difficile da vincere ma che comunque possiamo combattere con un’accurata igiene personale. Ben più complessa, invece, è la difesa da contaminazioni per via aerea, soprattutto in ambienti a rischio. Pensiamo agli uffici, spesso angusti, in cui si svolgono riunioni con molte persone, le cucine dei ristoranti e delle mense, in cui virus e batteri vanno a nozze viste le alte temperature, e infine gli ospedali. Ma l’uso intensivo di prodotti chimici è davvero la soluzione giusta? Forse dovremmo rivedere tutte le nostre norme di comportamento igienico, sia a casa sia al lavoro, e sfruttare soluzioni igienizzanti più innovative perché più efficaci e meno inquinanti, come la distruzione di virus, spore e batteri tramite il processo di ossidazione dell’ozono.



 

 

 

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