cucina

 

Nel settore Ho.Re.Ca. la gran parte dell’attività lavorativa avviene in ambienti con alte temperature. I membri di una brigata di cucina, gli operatori di un fast food addetti alla preparazione o anche il singolo cuoco di un chiosco sono i soggetti più inclini a mostrare i tipici sintomi da stress termico da calore: eruzioni cutanee, crampi, bruciore agli occhi, svenimenti e collassi. Lavorare a lungo ad alte temperature si traduce in un veloce affaticamento con una conseguente minore resa produttiva e a picchi di stress che aumentano il rischio di altri infortuni.

 

 

 

  1. Ricircolo dell’aria 

    Il ricambio di aria è la prima accortezza da adottare in cucina e in tutti i luoghi ad alto flusso di transito. Si tratta di un primo accorgimento, anche se spesso da solo non basta a rendere l’aria più salubre e respirabile.
  2. Piastre di cottura a bassa rifrazione

    La maggiore fonte di calore in cucina sono fuochi, forni e piastre di cottura. Quest’ultime sono le più rischiose perché possono arrivare a investire l’operatore con picchi di calore dannosi per la salute. Inoltre, si tratta spesso di postazioni dove gli addetti sono impegnati a lungo, con un conseguente aumento esponenziale dei rischi. La bassa rifrazione della griglia è la soluzione più efficace per contrastare questi pericoli e oggi, grazie alla ricerca, la tecnologia ha fatto passi da gigante. 
  3. Igienizzazione dell’aria

    L’ozono è la chiave per contrastare il proliferare di microbi e batteri presenti nell’aria e alimentati dal caldo. Parlavamo di ricircolo dell’aria, ma in ambienti che fanno uso di impianti di climatizzazione non sempre questo avviene con costanza e le conseguenze possono essere dannose per la salute. Igienizzando in maniera ecologica e rapida, l’ozono inibisce la proliferazione di germi e spore che oltre a essere un pericolo per l’operatore, mettono a rischio anche il benessere dei clienti.
  4. Diminuzione dei fumi di cottura

    I fumi di cottura si disperdono nell’aria rendendola poco respirabile, densa e non certo salubre. Tuttavia, la tecnologia viene in aiuto con innovazioni che consentono di utilizzare la griglia anche a basse temperature o comunque entro i 230°. Cuocendo a temperature controllate gli alimenti tendono a non sprigionare molti fumi e preservano al meglio le proprie qualità nutrizionali e organolettiche. Si tratta, quindi, di agire su più fronti. Non basta un dettaglio per evitare l’insorgere di problemi legati al caldo eccessivo nell’ambiente di lavoro e in cucina, ma di sicuro un fattore a cui prestare grande attenzione è la qualità tecnologica della strumentazione: quanto è obsoleta? È ancora in grado di garantire livelli qualitativi adeguati delle condizioni di lavoro?



 



 

 

 

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